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Così governeremo il progresso tecnologico


Il torinese Carlo Ratti insegna al Mit di Boston, dove dirige il Senseable city Lab. La rivista Wired lo ha inserito nella lista delle “50 persone che cambieranno il mondo”. Di seguito la sua visione sul progresso tecnologico, su come governalo e sull’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra società.

INTERNET OF THINGS E L’ERA DELLA “TECNOLOGIA CALMA”

Oggi siamo agli esordi di una nuova rivoluzione: internet sta entrando nello spazio fisico – lo spazio delle nostre città, in primo luogo – e si sta trasformando nell’Internet della cose, portando con sé nuovi modi di progettare e abitare l’ambiente urbano. Alcuni definiscono questo processo con il nome d smart city. Ma si tratta di mutazioni più profonde, quasi l’inizio di una nuova era: quella della “tecnologia calma” descritta dall’informatico americano Mark Weiser. Un’era in cui la tecnologia è cosi radicata nello spazio che abitiamo da potere “recedere sullo sfondo delle nostre vite”, elemento onnipresente ma discreto.

SCENARI UTOPICI SULLA MOBILITA’ URBANA

L’ambito della mobilità subirà trasformazioni significative grazie all’Internet of Things. Grazie ai sensori i veicoli impareranno a spostarsi da soli, aprendo scenari inesplorati Ad es. la nostra aiuto, dopo averci portato al lavoro, invece di restare parcheggiata potrebbe di nuovo rimettersi in strada e dare un passaggio a scuola a nostro figlio o al vicino o a chiunque altro. Queste dinamiche di condivisione permettono di creare un sistema di mobilità a cavallo tra trasporto privato e pubblico. Al MIt hanno calcolato che con un sistema di auto a guida autonoma, basterebbe il 20% dei veicoli oggi in circolazione per coprire le esigenze di mobilità di un grande città. Un altro aspetto da non dimenticare: il veicolo potrebbe diventare un’estensione delle nostre case e dei nostri uffici: potremmo utilizzarlo per mangiare, lavorare, dormire, incontrarci, più di quanto non avvenga oggi.

IL PROCESSO DI LEAPFROGGING

Le tecnologie iniziano necessariamente da qualche parte, spesso nelle economie avanzate, ma possono trasferirsi in modo imprevedibile. Il cosiddetto processo di leapfrogging è il balzo in avanti che ad esempio sta portando molti Paesi africani a diventare incubatori di innovazione con le reti cellulari, proprio perché la popolazione non è vincolata a soluzioni preesistenti. In molte città africane, nonostante la mancanza di infrastrutture di base, sono nati servizi molto elaborati che si appoggiano alla rete di telefonia cellulare. Sono esempi di come modelli della città intelligente si possa realizzare anche in contesti diversi da quelli delle più ricche città occidentali.

ROBOT VS UOMO

Il timore che la tecnologia prenda il sopravvento c’è sempre stato, sin dai tempi dell’ “Apprendista stregone” di Goethe. Tuttavia, il miglior antidoto consiste nel non considerare la tecnologia come fine a se stessa, ma come uno strumento a nostra disposizione. In questo senso l’obiettivo è quello di aumentare le possibilità creative dell’uomo, delegando alle macchine alcuni compiti per noi meno interessanti. Il problema è ridistributivo: fare in modo che i benefici complessivi ricadano su tutte le fasce sociali. Faremo pagare le tasse ai robot!


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