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I consumi tecnologici nel 2017: chi scende


Nella classifica del declino troviamo prodotti (hardware e software) che soltanto un anno fa avevano fatto registrare un boom di gradimento altissimo, come i tablet, le app (il tracollo si sta registrando sul mercato degli Stati Uniti che è un modello tecnologico mondiale), e persino le fotocamere digitali.

ADDIO FOTOCAMERE CONNESSE, MEGLIO I PROGRAMMI-RITOCCO

Se Kodak ha scelto per il ritorno sul mercato uno smartphone anziché una fotocamera, il segnale è chiaro: difficile ormai dissociare la fotografia digitale dalla telefonia mobile. Extra è la Kodak adatta ai selfie: sembra una fotocamera anni 40, ma è un telefonino Android, con display da 5 pollici e obiettivo Sony da 21 megapixel. L’abitudine a scattare dal cellulare ha provocato in 5 anni una discesa costante del mercato delle fotocamere digitali. Anche nel 2016 le vendite in Italia sono scese: -11% (-40% le reflex). È il più forte calo nel settore consumer, per Gfk. Nel mondo il mercato della foto digitale, compresi accessori e printing, valeva a fine 2016 82,6 miliardi di dollari (MarketResearch). Ma l’83% di questa cifra è dei software di foto editing. Il valore delle immagini è nel ritocco: poco importa che siano scattate da uno smartphone o da una compatta. L’hardware fa ancora la differenza invece nel professionale, dove dominano Nikon, Canon e Sony.

FINE DEL DILUVIO DI APP: RESTERANNO SOLO QUELLE UTILI

Oggi le app di successo sono rare e devono offrire soluzioni. Tutti ormai stiamo cercando di razionalizzare le app che usiamo. Funzionano quelle che risolvono bisogni specifici e verticali, dal cibo a domicilio alle mappe, alla comunicazione. Tra le più scaricate ci sono difatti quelle di messaging (WhatsApp e Facebook Messenger hanno un miliardo di utenti ciascuno). Non basta più lanciare un’app su uno store. Emergere è complesso. Ma i mini software non sono spacciati: solo pochi anni fa, proprio con l’avvento delle app, non pochi esperti davano per morti siti web e applicazioni desktop. Che restano vivi e vegeti.

ADDIO FAMIGLIE: LE CONSOLE SOLO PER SUPER ESPERTI

È calato sensibilmente nel 2016 il numero dei videogiochi per console dedicati a bambini e famiglie, sostituiti da un’esplosione di titoli per un pubblico più adulto e appassionato. L’industria del divertimento elettronico sembra abbandonare il mito a lungo inseguito del videogioco per tutti, della console da salotto intesa come centro d’intrattenimento domestico per la famiglia, e ritorna a inseguire i soli giocatori appassionati. Lo conferma lo slogan scelto da Sony per la sua Playstation 4, «This is for the players». La strategia è condivisa da Microsoft con la sua Xbox One, ma non da Nintendo che vedremo se, con il prossimo lancio della console Switch (ibridazione tra una console da salotto e una portatile) a marzo 2017, ripeterà il successo planetario ottenuto negli anni passati con la Wii.

IL TABLET PERDE MERCATO. IL PROBLEMA? DURA TROPPO

Le stime Icd per l’Italia parlano di 2,4 milioni di pezzi venduti nel 2016: -22% dal 2015. Il mercato, però, ormai maturo, dovrebbe stabilizzarsi quest’anno. Un paradossale problema dell’industria è che, rispetto agli smartphone, i tablet durano troppo e sono meno soggetti a usura. La vita media è superiore ai tre anni previsti inizialmente, dunque vengono sostituiti con minore frequenza. Va aggiunto il calo di prezzo costante. Dopo i tablet da 10 pollici sui 200 euro, è l’ora degli 8 pollici da 100 euro (come l’ultimo nato Amazon, il Fire Hd 8 a 109 euro).


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